Gli errori delle donne in (amore)

Scitto da il 1 Mar 2017 in News |

TIPOLOGIE FEMMINILI NELLE RELAZIONI DI COPPIA Quando le nostre relazioni finiscono inesorabilmente sempre nella medesima maniera significa che mettiamo in atto dei meccanismi che ci conducono verso lo stesso finale indipendentemente dalla persona che abbiamo accanto. Siamo molto abili nel raccontarci “storie” che possono giustificare la chiusura di una relazione, diventiamo sempre più  bravi nel non renderci conto che siamo artefici del nostro destino amoroso. Quante volte sentiamo frasi del tipo: “sono proprio sfortunato, incontro sempre la persona sbagliata” oppure “ gli ho dato tutto quello che mi ha chiesto ma non andava mai bene” oppure “sbaglio sempre, rimarrò sola ormai”. Questi sono solo alcuni esempi che sintetizzano le modalità disfunzionali che conducono ad un esito fallimentare la propria relazione poiché nella maggior parte dei casi o tendono esclusivamente a colpevolizzare il partner, deresponsabilizzando chi le pronuncia oppure esprimono un forte sentimento di autocommiserazione. Siamo sprovvisti della chiave di lettura fondamentale secondo cui entrambi i componenti della coppia sono artefici dell’andamento, del successo o dell’insuccesso della relazione. Il modo con cui viviamo e gestiamo un rapporto di coppia può essere ricondotto a precise modalità di relazione che abbiamo appreso e interiorizzato nel corso della nostra esistenza, definite “copioni di vita”. Il problema nasce nel momento in cui mettiamo in pratica sempre lo stesso copione anche di fronte a risultati fallimentari e deludenti, come se fossimo imprigionati in un ruolo da cui non riusciamo più a liberarci. I nostri copioni di vita hanno uno scopo adattivo che diventa disadattivo quando non siamo in grado di modificarli in funzione del divenire della relazione. Ogni copione deve essere abbastanza flessibile per garantire una buona capacità di adattamento al nostro contesto relazionale, la sua rigidità determina uno stallo rispetto all’evoluzione dinamica del rapporto, che rischia di entrare in crisi. 17 tipologie di donne in amore Lo psicologo psicoterapeuta G. Nardone, nel suo libro “Gli errori delle donne in amore” ha individuato diciasette copioni di vita che diventano disfunzionali dal momento in cui si irrigidiscono nelle loro modalità e non si modificano in funzione delle condizioni del contesto relazionale. 1) La fata Si distingue per la costante tendenza ad evitare il conflitto e il confronto acceso, poiché  vuole superare i contrasti ad ogni costo ed è disposta a passare sopra ogni angheria subita pur di mantenere la relazione immersa in una apparente serenità. Di solito questa tipologia di donna si lega ad un uomo maleducato e scorretto che la maltratta continuamente. 2) La cercatrice del principe azzurro E’ una donna con una alta stima di sé, intelligente e bella che aspira a trovare l’uomo dei suoi sogni. La sua lunga ricerca termina con l’accontentarsi di un uomo che non corrisponde ai propri canoni, ripiegando su una...

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Genitori bugiardi……figli insicuri

Scitto da il 12 Nov 2016 in News |

“Fammi male con la verità ma non ferirmi con una bugia“ Non amo dire le bugie ma non posso affermare di non averne detta qualcuna. La verità è che tutti mentiamo, anche chi è convinto di dire sempre la verità o di dire “bugie a fin di bene”! Ci sono bugie e bugie…. C’è la bugia “bianca”, che si dice per educazione e per non ferire la sensibilità altrui: “Questo vestito ti sta benissimo”. La bugia utilitaristica, usata spesso sul lavoro per evitare un incarico difficile o noioso: “Direttore, me ne occuperei volentieri io, ma devo aiutare mia zia a traslocare”. La bugia di autopresentazione, una “piccola” forzatura della realtà per apparire più interessanti o attraenti: “Ho scalato l’Everest senza ossigeno”. La bugia protettiva, classica “di coppia”, alla quale si ricorre per non far scoprire un tradimento al partner: “Ieri non mi hai trovato a casa perché ho dormito da un’amica”. L’omissione, che non è una vera e propria menzogna, ma una verità taciuta. E poi, la nobilissima bugia a fin di bene, che ha l’obiettivo di risparmiare un dispiacere a un’altra persona: “Guarda che il tuo ex fidanzato mi ha detto che ti ama ancora” ed è tipica di chi si attribuisce compiti di controllo e gestione all’interno di un rapporto. Poi ci sono le bugie che diciamo ai bambini Siamo soliti mentire ai nostri figli, magari non per cattiveria, ma perchè non sappiamo come toglierci d’impaccio quando siamo stanchi! Quando richiedono “quel giocattolo” ogni santo giorno, mattina e sera. Mentiamo quando vogliamo un attimo di tregua e loro non hanno la minima intenzione di concedercene una oppure quando non “possiamo” assolutamente dire loro la verità! Ma è giusto mentire a un bambino? Qualche volta una bugia a fin di bene con un bambino può essere opportuna. Ad esempio elogiare quello scarabocchio fatto da nostro figlio è un modo di incoraggiare il piccolo a disegnare; elogiare il piccolo nelle sue piccole conquiste anche se non ottimali. Parliamo di bugia pedagogica, quella da raccontare ai bambini per gratificarli: “Mamma, ti piace il mio disegno?”, “Certo, è meraviglioso”. Tuttavia, rispetto a tutto il resto, è sempre opportuno valutare se la bugia sia davvero necessaria prima di pronunciarla. Genitori bugiardi, perchè Lo fanno per varie ragioni, che vanno dall’ottenerne dei vantaggi personali, (cioè per prevenire i capricci o per evitare che i bimbi parlino troppo), al proteggerli da eventi traumatici. Le bugie comode E’ inevitabile che i bambini qualche volta si comportino in maniera maleducata o diano fastidio ai genitori. E’ normale quindi che i genitori cerchino di mettere in atto una serie di strategie, compresa la bugia, per ottenere la loro obbedienza. Ad esempio, molti genitori, dicono ai bambini che succederà loro...

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Genitori in ostaggio dei figli: la sindrome dell’imperatore, i bambini tiranni

Scitto da il 16 Ott 2016 in News |

“Un bambino che presenta la sindrome dell’imperatore dà gli ordini, detta le leggi e comanda sia su se stesso, sia sugli altri” Se l’educazione ha un’influenza così preponderante sul futuro comportamento del bambino, è necessario che i genitori imparino qual è il modo migliore di educare i propri figli. È importante evitare certi comportamenti, spesso messi in atto con le migliori intenzioni, ma che possono risultare controproducenti a medio o lungo termine. 1. Permettere qualsiasi cosa al bambino Se al bambino viene concesso tutto, pian piano inizierà a credere che ha il diritto di ricevere tutto quello che vuole, in modo immediato, qualunque cosa sia. Per questo motivo, se cresce con quest’idea, quando un giorno qualcuno gli negherà quello che ha chiesto, il bambino tiranno proverà una tale rabbia da fare qualsiasi cosa pur di vedere soddisfatte le sue aspettative. Lo fa perché è abituato in questo modo e crede che sia così che funzioni. Attraverso la rabbia, il bambino finirà col controllare la volontà e l’autorità dei genitori, che si sentiranno messi al guinzaglio. 2. Non permettere che il bambino provi frustrazione La frustrazione è un’emozione sana e normale, fa parte della vita. Non sempre le cose vanno come desideravamo, a volte la vita ci volta le spalle e dobbiamo imparare a tollerarlo. Non saper tollerare la frustrazione comporta diversi problemi emotivi, sia nei bambini sia negli adulti. Che ci piaccia o meno, la vita non è fatta su misura per noi, e troveremo spesso degli ostacoli sul nostro cammino. Se non insegniamo ai bambini ad accettare la frustrazione e cerchiamo in tutti modi che ottenga ciò che vuole o gli rendiamo la vita facile di fronte a qualsiasi problema, creeremo un bambino tiranno, un bambino incapace di accettare l’idea che il mondo non giri intorno a lui. 3. Risolvere tutti i problemi del bambino È molto importante che i bambini, sin da piccoli, inizino a risolvere i loro problemi da soli o con un piccolo aiuto da parte nostra. Quando parliamo di “problemi”, naturalmente, facciamo riferimento ai piccoli ostacoli accettabili alla loro età. Per esempio, se il bambino ci chiede di allacciargli le scarpe quando ormai è abbastanza grande per farlo da solo e, inoltre, sappiamo che ne è capace, non dobbiamo cedere alla tentazione di aiutarlo o farlo noi. Forse allacciarsi le scarpe è un compito noioso e il bambino preferirebbe che lo facessero i genitori, ma non è così che funziona. Il bambino deve sapere che la vita non è sempre facile e confortevole, e deve imparare a cavarsela da solo. In caso contrario, ogni volta che troverà un ostacolo nella vita, non metterà in atto le strategie necessarie per risolverlo, perché non gli avremo nemmeno dato la possibilità di svilupparle. 4. Insegnargli che i...

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Problemi di coppia: i 10 comportamenti che uccidono la coppia

Scitto da il 9 Ott 2016 in News |

L’Amore è di tutte le passioni la più forte perchè attacca contemporaneamente la testa, il cuore e il corpo. (Voltaire) L’amore è un sentimento che va nutrito e rinforzato; occorre complicità, intimità e determinazione…per costruire una relazione duratura e appagante e superare i momenti di crisi. Se infatti chimica, destino, coincidenze e fatalità hanno la loro importanza in amore, è altrettanto vero che l’impegno e la volontà di stare insieme, possono determinarne il grado di “felicità” di una coppia. Non si tratta quindi solo di far durare un rapporto a due, ma anche di vivere una relazione appagante. Quando una relazione raggiunge un punto in cui disattenzione e pretese sostituiscono gratitudine e apprezzamento, si entra in una zona pericolosa. Che fare? Comincia a considerare che le cose che il partner fa per te non sono proprio obbligatorie. 10 comportamenti che uccidono la coppia Spesso non succede per mancanza di sentimento o di volontà, ma per distrazione. Complice la quotidianità, ci si abitua a pensare che quella pianta meravigliosa che è la nostra relazione sarà sempre lì, resisterà alle intemperie e sarà sempre in fiore, in un’eterna primavera. Occorre pertanto prevenire che si instaurino dinamiche negative. Nella maggior parte dei casi, non sono grandi cataclismi a far appassire la passione, ma piccole, cattive abitudini e tendenze negative si insinuano, indebolendo la relazione. Ad esempio… Non indovinare Evita di indovinare quello che il tuo partner sta pensando e sentendo, perché potresti sbagliarti e finire (inutilmente) per litigare. Quante volte ci capita di trarre conclusioni sbagliate, e di scoprirlo dopo troppo tempo o solo per caso? A volte arriviamo ad attribuire al partner intenzioni, fantasie e desideri che sono falsi, o solo parzialmente veri: un partner distante potrebbe essere semplicemente triste o afflitto da problemi, e così via. Allora non presumere, controlla! Non accusare Come è facile dire “è tutta colpa tua”. Senz’altro molto più facile che chiedersi se si ha qualche ruolo in una situazione insoddisfacente. Accusare non risolve i problemi, ma non solo, solitamente innesca una reazione negativa per cui alla prima accusa ne segue un’altra, e così via all’infinito. Le accuse impediscono di fermarsi a riflettere sulla realtà e fondatezza di un’affermazione, e soprattutto di stare in tema: una tira l’altra, come le ciliegie, e in un attimo si passa da quello che si voleva dire ad accuse a tutto campo, sempre più offensive e sempre meno pertinenti. Non ignorare i suoi messaggi Non pensare di poter sempre capire le motivazioni più profonde del partner o le sfumature più sottili del suo comportamento. E’ difficile essere obiettivi quando si è coinvolti in una relazione, e si fa leva, più che altro, sull’abitudine. Invece ascoltare è importantissimo: ascoltare come farebbe...

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Problemi relazionali: amiamo come siamo stati amati, dall’attaccamento madre-bambino alle relazioni in età adulta

Scitto da il 7 Ott 2016 in News |

La relazione primaria madre-bambino rappresenta il prototipo delle future relazioni d’amore. La relazione con le figure genitoriali dell’infanzia condiziona e determina il nostro modello di attaccamento, ossia il modo in cui ci predisponiamo a livello cognitivo, emotivo e comportamentale, a vivere tutte le relazioni future, comprese quelle di coppia. L’attaccamento- descritto da Bowlby- è una predisposizione biologica, innata ed evoluzionistica a ricercare la vicinanza del genitore e si esprime con la ricerca del contatto e il mantenimento della vicinanza fisica alla figura di attaccamento, l’ansia e la protesta quando questa si allontana. Ci sono quattro diversi modelli di attaccamento al genitore che influenzano le nostre relazioni sentimentali:     attaccamento sicuro insicuro ambivalente insicuro evitante attaccamento disorganizzato. Attaccamento sicuro L’attaccamento sicuro è caratterizzato da un sentimento di fiducia e sicurezza nei confronti del genitore. Il bambino apprende che la madre soddisferà i suoi bisogni di nutrizione, protezione, contatto fisico, rassicurazione negli stati di tensioni. Egli ha interiorizzato l’oggetto interno: sa che se la madre sparisce dal suo campo visivo, tornerà per accudirlo e non lo abbandonerà. Grazie a questa fiducia nella responsività del genitore, l’individuo si sente sereno nell’esplorare l’ambiente: può giocare in tranquillità con i coetanei, sperimentare nuove situazioni senza essere assalito dall’angoscia ed avventurarsi libero da paure e condizionamenti nel viaggio della vita. La madre in grado di instaurare un modello di attaccamento sicuro, è la madre “sufficientemente buona” descritta da Winnicott: ossia è un soggetto che ha sviluppato consapevolezza di sé e delle proprie emozioni nel ricoprire il ruolo materno. Ella è amorevole e accudente nei confronti del figlio, ma al tempo stesso non è intrusiva ed invischiante: quando il bambino non manifesta bisogni, lo lascia libero di costruirsi un’identità autonoma e separata da lei, senza intervenire costantemente ed inopportunamente, soffocandolo ed invadendolo. Attaccamento sicuro e relazioni sentimentali Nelle relazioni sentimentali il bambino che ha sviluppato un attaccamento sicuro sarà in grado di dare e ricevere amore poiché ha interiorizzato entrambi i ruoli: come la madre ha dato tutto per lui, ora egli nella coppia, identificatosi nelle funzioni materne, è pronto a dare, accudire e proteggere il compagno, ma al tempo stesso sa ricevere cure e amore da questi, senza che ciò pregiudichi il suo senso di indipendenza e di autonomia. Inoltre, come da piccolo aveva fiducia che la madre sarebbe tornata da lui, non lo avrebbe abbandonato, nella relazione sentimentale ha fiducia che il partner non lo abbondi e gli sia fedele. Le persone sicure hanno una visione di sé e dell’altro positive, sono ottimiste e fiduciose e si abbandonano facilmente all’intimità e alla dipendenza dagli altri. Sono accoglienti, sincere ed altruiste. La fiducia e la capacità di donarsi è alla base della possibilità di...

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